
Il convento del Carmine di Firenze è uno dei più antichi insediamenti religiosi
della città. La chiesa, fondata nel 1268 ad opera di alcuni frati carmelitani
giunti da Pisa e completata nel corso di due secoli, era annoverata tra le più
belle e ricche di Firenze; vantava infatti capolavori di Gherardo Starnina,
Filippo Lippi, ed altri, andati in gran parte distrutti a causa dei numerosi
rifacimenti e, soprattutto, di un violento incendio che nel 1771 la devastò.
Dalla furia delle fiamme, quasi per miracolo, rimane indenne il ciclo delle storie
di san Pietro, affrescato da Masolino e Masaccio su commissione del ricco mercante
di sete Felice di Michele Brancacci fra il 1422 e il 1425 e completato da
Filippino Lippi nei primi anni ottanta del quattrocento.
Capolavori universalmente
noti, gli affreschi della cappella Brancacci vengono proposti al pubblico
dopo la fruizione del film L’occhio di Masaccio che illustra i numerosi legami
fra il ciclo pittorico, il Carmine fiorentino e le vicende politiche della Firenze
del Quattrocento.
Il film viene proiettato nella Sala del Cenacolo – che si affaccia
sul chiostro – attrezzata come sala cinematografica con grande schermo.