Muri e armadi dipinti;
codici miniati e disegni:
una lezione virtuale di
geografia per la storia

Nelle sale del nuovo Palazzo ducale
Giorgio Vasari, con la preziosa collaborazione
del fiammingo Giovanni
Stradano, realizza una serie impressionante
di rappresentazioni di Firenze,
dei borghi, dei castelli e dei luoghi
della Toscana, fra le quali spicca - nella
Sala di Clemente VII – il grande affresco
dedicato all’Assedio della città da parte
delle truppe imperiali nel 1529.
Questa
raffigurazione della città tratta “dalla
banda dei monti al naturale e misurata
di maniera che poco divaria dal vero”
rappresenta – dopo la Pianta della
Catena, che ritrae la città
Quattrocentesca – la seconda “istantanea”
della città di Firenze nell’età del
Rinascimento.
Restituite in realtà virtuale
per poterle navigare in tutti i
particolari, le due grandi piante sono
affiancate dalle molte rappresentazioni
del territorio dipinte sui muri del
Palazzo, ma anche dai disegni dei primi
atlanti visivi cinque-secenteschi conservati
nella biblioteca Riccardiana, come
l’urbium precipiarum mundi theatrum
realizzato da Georg Braun nel suo
Civitates orbis terrarum (1572-1618) o
Le imprese delle galere toscane (1597-
1616) di Erasmo da Velletri, che offre
una ricca documentazione dei luoghi
che sono sfondo degli scontri navali che
fra XVI e XVII secolo impegnarono la
flotta dei Cavalieri di Santo Stefano; dai
disegni della campagna toscana che
fornirono gli spunti stimolanti per la
rappresentazione del paesaggio nella
pittura leonardiana; dalle vedute a volo
d’uccello delle principali capitali europee
del fondo Lafrery e dalle splendide
e rarissime pagine del Teatro della guerra
(1713) di Vincenzo Coronelli,
entrambi conservati nella Biblioteca
Nazionale Centrale di Firenze.
obiettivi
- mostrare che la geografia e la
storia sono
due discipline
intrinsecamente connesse
- mostrare l’interconnessione -
nell’Età dell’Umanesimo
e del
Rinascimento - di arte e scienza
- evidenziare il carattere di
documento delle
fonti iconografiche
e la loro pari dignità rispetto
alle
fonti scritte